R E Ë N B O O G

Il Sudafrica oltre lo stereotipo

BENVENUTO REËNBOOG

di Antonio Drago.

“Prendete un’idea. Sognate su di essa. Lasciate che il cervello, i muscoli, i nervi, ogni parte del vostro corpo sia pieno di questa idea e isolatevi da tutto il resto. Questa è la strada per il successo

“Avere un progetto con la giusta dose di determinazione per impegnarsi a realizzarlo!”…è questa l’unica interpretazione che sono riuscito a dare a me stesso leggendo la frase di una delle figure chiave della filosofia indiana, Swami Vivekananda. Ma esiste davvero qualcosa di così magnetico tale da nutrire ogni parte di noi? Molte volte scambiamo le passioni con il desiderio del momento come quando ci pentiamo per aver ceduto alla tentazione del cibo in piena dieta: o non siamo stati abbastanza tenaci per resistere oppure il digiuno non fa per noi! E si cade tutte le volte nella fenomenale arte di incolpare il destino come se potesse essere responsabile del nostro peso forma!

“Sicuramente ognuno di noi ha una missione nella vita e un percorso naturale che non si deve forzare, che scorre liscio come una cerniera in un vestito perfetto. Cercare di spingere la zip per entrarci a tutti i costi può farci scoppiare o solo illuderci che era l’unico capo d’abbigliamento per noi” […]

  • dal romanzo “DA UN CAPO ALL’ALTRO”, F.Marchesini

Occorre intuire che spesso sono le passioni che si trasformano. Le idee a cambiare. Noi stessi ad evolverci e con gli anni ritrovarci a resettare tutta la nostra esistenza come se dovessimo aggiornare il software del nostro computer. Ricominciare a credere in qualcosa di nuovo può far paura ma al tempo stesso elettrizzarci al punto da non pensare più a quello che non abbiamo realizzato ma a tutto ciò che potremmo costruire. Sognarci sopra. Con il cervello, i muscoli, i nervi iniziare a dare il giusto spazio alle nostre nuove ambizioni e con ogni parte del nostro corpo crederci sul serio!

Questo è quello che più o meno è successo a me!

Ho sostituito quel pensiero astratto con l’unica cosa che mi isola davvero da tutto il resto. Sapevo che quell’idea aveva già un nome preciso: “Sudafrica”! Una parola così calda e familiare che racchiude al suo interno gli ultimi anni della mia vita, cambiata per sempre e mai stanca di scoprire, con l’unico obiettivo di voler condividere.

La Protea è originaria del Sudafrica e insieme all’antilope “Springbok” è il simbolo del Paese.

Ho iniziato ad innamorarmi del Paese quando sono partito per la prima volta nel 2012 alla ricerca di me stesso, lontano da casa, stanco di Milano e di tutto ciò che la contornava. Poteva essere un viaggio qualunque finito con una foto qualsiasi postata su un social network ma il Sudafrica è tutto fuorché ordinario. E’ una meta che ti sorprende non solo per la sua sterminata bellezza e diversità, il cibo, il vino o l’architettura coloniale di massimi livelli, ma perché tutto ciò che vi si trova è geograficamente collocato in Africa, in quella stessa ed unica “Africa” che da sempre ci mostrano, che pensiamo di conoscere ma che non conosciamo affatto! D’altronde parliamo di una Nazione che è la metafora della contraddizione per eccellenza. Situata all’estremo sud di un continente bellissimo ma sfortunato e tuttavia ricca di risorse minerarie, potenzialità umane e livelli di benessere pari, se non superiori, agli standard europei. Si, perché laggiù, anche nelle sue imperfezioni, esiste una realtà lontana anni luce dal nostro immaginario e che ha una storia lunghissima cominciata nel 1652 quando l’olandese Jan Van Riebeeck fondò la città madre (o taverna dei mari), quella che poi sarebbe diventata Città del Capo.

La Compagnia Olandese delle Indie Orientali sbarca nella Table Bay, 6 Aprile 1652.

Ancor più ancestrale però è la storia dei nativi dalla pelle arancione che hanno regalato al Paese pitture rupestri di affascinante bellezza, i Khoisan, definiti da Darwin come una tra le etnie più antiche del pianeta. Non a caso il Sudafrica è anche chiamato la “culla dell’umanità” che conserva i segreti più misteriosi dell’origine della nostra specie. Inevitabili i perché:

“Perché non lo sapevo?”

“Perché i media non ne parlano con lo stesso entusiasmo di quando ci documentano su storia e natura di altre Nazioni lontane?”

Melinda Bam. Miss South Africa 2011.

Ma soprattutto:

“Perché la gente in Italia ne ciarla con saccenza e una buona dose di opinioni precostituite?

Come se un Paese potesse farsi carico di un intero Continente e quel vastissimo Continente, grande almeno tre volte l’Europa, essere tutto uguale! Assurdo! Nonostante siano passati 5 anni dal mio primo viaggio e abbia postato una miriade di fotografie sui miei social, patisco tutte le volte l’ottusità della gente che mi chiede zelante: “com’era l’Africa?”. Certo, il Sudafrica è in Africa ma non mi indisporrebbero se non lo facessero con atteggiamento snobistico convinti di sapere che Sandton City sia come Kinshasa in Congo o che gli elefanti vadano in giro per le strade di Port Elizabeth. Aldilà del fatto che l’Africa delle nostre fantasie, quella dei documentari fatta di savane e animali selvaggi dovrebbe incantare solo al pensiero e non essere sminuita, mi rendo conto che Albert Einstein proprio non si sbagliava.

è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio

Quanta verità! E’ come chiedere ad un Americano in vacanza dalle nostre parti se gli sia piaciuta l’Europa in generale. Come può saperlo? Lui è stato solo in Svizzera e non in Portogallo o in Danimarca.

Le strade di Pretoria con le Jacarande in fiore.

 

La pianificazione del mio ultimo viaggio in Gauteng e Mpumalanga.

Ho girato la Repubblica del Sudafrica da nord a sud, riportando storie, volti ed esperienze attraverso immagini che via via hanno composto i pezzi di un puzzle che non sapevo neppure esistesse (perché ammetto che anch’io all’inizio ero inconsapevole di quello che mi aspettava). Ho imparato che la colpa del nostro “non sapere” è forse dell’Apartheid, il periodo di segregazione razziale in cui i Sudafricani bianchi erano intenti a vivere nelle loro gabbie dorate e i neri tenuti alle dovute distanze, ma che li ha isolati dal resto del mondo per diversi anni a causa di sanzioni internazionali mirate a punirli. Eppure dal ’94 ad oggi ne è passato di tempo! Gli spot e i film girati in Sudafrica o sul Sudafrica non si contano neppure e sono tantissimi i Sudafricani famosi a livello planetario. Il Premio Nobel per la letteratura Nadine Gordimer, il simpaticissimo comico Trevor Noah, la top model Candice Swanepoel, la divina Charlize Theron, gli psichedelici Die Antwoord, il campione paralimpico Oscar Pistorius (ormai noto alla stampa per i suoi guai giudiziari), il DJ Black Coffee, l’atleta medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 Wayde Van Nierkerk o la Principessa di Monaco Charlene Wittstock nata in Rhodesia e naturalizzata in Sudafrica. E come possiamo dimenticarci di nonno Madiba, l’uomo che è passato alla storia come il primo Presidente nero del Paese e padre della sua democrazia: Nelson Mandela! Ma è come se una buona fetta di italiani (almeno l’80% di quelli che conosco io) facesse fatica a collocare queste celebrità in quel pezzo di mondo. Azzerano, forse per paura di togliere troppo spazio ai vibranti bonghi suonati a feste attorno ai fuochi delle loro fantasie.

Charlize Theron incontra Mandela a Johannesburg, 2004.

Johannesburg skyline, Gauteng.

Hillbrow e l’iconica torre, Johannesburg

FNB Stadium di Johannesburg, Soweto.

Per questa ragione la mia fame di apprendere e la tentazione di diffondere sono insaziabili. Dopo notti insonne, studio e tanta volontà nasce Reënboog (dall’afrikaans arcobaleno), un progetto editoriale interamente dedicato alla Rainbow Nation (cosi chiamata per la diversità di territori, popoli, lingue e culture) e concepito per dare la possibilità ai nostri piccoli occhi rivolti verso un unico piccolo mondo, di guardare oltre il preconcetto, per conoscere ed apprezzare le metropoli sudafricane, la natura maestosa, i piatti tradizionali frutto di mescolanze olandesi, inglesi, indiane ed africane. I rinomati vini, lo sport, la musica, il design d’avanguardia, il vintage e le fashion week, attraverso un programma variegato e sempre nuovo, denso di storia ma di frizzanti curiosità, con una particolare attenzione al popolo Afrikaner discendente dai coloni Olandesi, oggi chiamati Boeri, protagonisti nel bene o nel male, del panorama storico-politico del Sudafrica.

Company’s Garden, Cape Town.

Victoria & Alfred Waterfront, Cape Town.

“Father Coffee” in Juta Street, Braamfontein, Johannesburg.

Vista aerea di Cape Town, con in primo piano il modernissimo Green Point Stadium che ha ospitato i Mondiali di calcio nel 2010.

Table Mountain National Park, Cape Town

Da Pretoria al Capo di Buona Speranza, dal Kruger National Park ai giardini lussureggianti di Kirstenbosch. Impala e pinguini. Città moderne e natura. Surf e safari. Passato e presente. Questo è il Sudafrica di Reënboog. Non una guida turistica ma un’agenda ricca di appuntamenti imperdibili. Un taccuino dove annotare gli eventi più in voga, i posti più glamour, i vernissage, i migliori ristoranti delle città, gli artisti e i fotografi del momento. Un Sudafrica da vivere a 360° non da immaginare con un dépliant qualunque in un’agenzia di viaggi, ma attraverso una raccolta di argomenti che vi farà scoprire un nuovo punto di vista, a metà strada tra lo stereotipo e lo stupore.

Pronti a partire ed innamorarvi?

 

La City Bowl, il distretto finanziario di Cape Town.

Pinguini a Boulders Beach, Cape Town.

Il Rugby per i Sudafricani è una religione e gli Springboks il loro Dio

Il Royal Yacht Club di Durban, KZN.

Umhlanga Rocks lungo l’oceano Indiano, Durban, KZN.

Surf a South Beach, Durban, KZN.

Per i Sudafricani il Braai non è solo una grigliata, ma un vero e proprio evento

Mouille Point, Cape Town.

Grazie a chi ha collaborato anche solo con un consiglio; agli amici di Joburg e Cape Town che credono in me e in questo progetto. Grazie South Africa!

La Band di Pretoria, i Desmond and the Tutus, che con "Future" mi ha ispirato nell'idea di Reënboog.

Buona vita REëNBOOG…


Take up one idea. Make that one idea your life – think of it, dream of it, live on that idea. Let the brain, muscles, nerves, every part of your body, be full of that idea, and just leave every other idea alone. This is the way to success”

 

Have a plan and enough determination to achieve it, is the only interpretation that I gave to myself reading the beautiful words of one of the key figures of Indian philosophy, Swami Vivekananda. But, is there really something so magnetic to nourish every part of us? Many times we confuse our passions with the desire of the moment, like when we repent about the temptation of food during the diet. Or we were not enough determinated to resist or the fast is not for us! Always we fall in the phenomenal art to blame the fate, as if it could be responsible for our target weight! “Surely everyone has a mission in life, and a natural trail that should be not force, smooth flowing like a zip in a perfect outfit. Try to push the zip to get into it at all costs can deceive ourself by pretending it was the only dress for us” […] We have to be sharp enough to realize that, often, passions can change. Ideas can change. We can evolve and, over the years, restore our entire existence as if we were to update the software of our computer. Start believing in something new can be scary, but at the same time exiciting. Do not think about what we haven’t achieved anymore, but to everything we can build. Dream. With the brain, the muscles, the nerves, begin to take the right place to our new ambitions, and with every part of our body, believe it!

This is, more or less, what happened to me!

 

King Protea, Western Cape.

I replaced this abstract thought with the only thing truly isolate myself from the rest. I knew that this idea had an exact name and it was: “South Africa”. A warm familiar word that hold the last years of my life which changed forever and I am never tired to discover with the only purpose to share what I’ve learned. I’ve started falling in love with the Country when I’ve arrived in RSA for the first time in 2012 in search of myself, away from home, tired of my life in Milan. It could have been just an usual journey, ended up with a photo posted on a social network, but South Africa is not proper ordinary. It’s a destination that surprises you, not only for its immense beauty and diversity, food, wine or the high level of colonial architecture, but because everything you see is geographically located in Africa, the same “Africa” that media always show us on tv, that we think we know, but, dear readers, we do not know at all! Effectively, we are talking about a Nation that is the metaphor of the contradiction par excellence. Situated in the extreme south of a beautiful but unlucky Continent and rich in mineral resources, human potential and levels of wealth comparable to the European standards. Yes, because over there, even in its imperfections, there’s something vastly superior to our imagination, which has a long history began in 1652, when the Dutchman Jan van Riebeeck founded the Mother City (or tavern of the seas), the city later become Cape Town.

Even more ancestral is the history of the natives with their orange skin that gave to the Country beautiful cave paintings, the Khoisan, defined by Darwin as one of the most planet’s ancient ethnic groups. That’s why South Africa is also called the “cradle of humankind” because preserves the most mysterious secrets of the origin of our species. Inevitable the “why”:

“Why didn’t I know?”

“Why do Italian media do not talk about it with the same enthusiasm, like they document us on history and nature of other nations?”

And above all:

“Why do people in Italy have so many prejudices and a good dose of wrong opinions about South Africa?

As if a Country could be a whole Continent and that immense Continent, at least three times larger than Europe, be all the same! Ridiculous! Despite my five years travel-stories and thousands of photos posted on my socials, I suffer every time the shallowness of people asking me zealous: “How was your Africa?”. Of course, South Africa is in Africa and it’s ok, but they irritate me because truly believe, with their snobbish attitude, that Sandton City is like Kinshasa in Congo or elephants go around the streets of Port Elizabeth. Beyond the fact that Africa of our fantasies, that one of documentaries on tv made of savannas and wild animals should be enchanted and not be diminished, I sadly realize that Albert Einstein was not mistaken.

it is harder to crack a prejudice than an atom”

So true! It’s like asking an American tourist on holiday in my Continent if he enjoyed Europe in general. How he knows? He was just in Switzerland and not in Portugal or Denmark.

A rainbow over the Karoo.

I traveled into the Republic of South Africa from the north to south, accumulating stories, faces and experiences through images that gradually made up the pieces of a puzzle that I did not even know existed. I’ve learned that the guilt of our “do not know” is maybe of Apartheid, the racial segregation period in which white South Africans were intent to live in their golden cages and blacks kept at proper distances, but that has isolated them from the rest of the world for several years due to international sanctions aimed to punish them. Nonetheless, from ’94 till today it’s been a while! Adv campaigns and movies shot in South Africa or about South Africa are unlimitated and even many South Africans are famous on a global level. The Nobel Prize for literature Nadine Gordimer, the funny comedian Trevor Noah, the super model Candice Swanepoel, the divine Charlize Theron, the psychedelics Die Antwoord, the paralympic champion Oscar Pistorius (now known to the press for his legal problems), the DJ Black Coffee, the athlet who won gold medal at the 2016 Rio Olympic games Wayde Van Nierkerk or the Princess of Monaco Charlene Wittstock, born in Rhodesia and naturalized in South Africa. And how can we forget Madiba, the man who made history as the first black President of the Country and the father of its democracy: Nelson Mandela! But seems like a good segment of Italians (at least 80% of those who I know) were not able to put these celebrities in that piece of the world. They zeroed, maybe for the fear to remove too much space to the vibrant bongos played at festivals around the fires of their fantasies.

For this reason my hunger to learn and the temptation to share are insatiable. After sleepless nights, study and a lot of will Reënboog (from Afrikaans rainbow) has born. A publishing project entirely dedicated to the Rainbow Nation (so called for the diversity of territories, people, languages and cultures), and designed to give the opportunity to our little eyes watching one small world, to look beyond the preconception, to know and appreciate the South African metropolis, the majestic nature, the traditional dishes mixtures of Dutch, British, Indian and African flavours. The famous wines, sports, music, design,vintage and the fashion weeks, through a varied program, full of history, curiosity, with a particular attention to the Afrikaners, descended from Dutch settlers , today called Boers, protagonists for better or for worse, of the historical-political panorama of South Africa.

Impalas, Kruger National Park.

Blyde River Canyon, Mpumalanga.

From Pretoria to the Cape of Good Hope, from Kruger National Park to the gardens of Kirstenbosch. Impalas and penguins. Modern cities and landscapes. Surf and safari. Past and present. This is the South Africa of Reënboog. Not just a travel guide for amateurs but an agenda full of appointments. A notebook to write down the most popular events, the most glamorous places, vernissages at art galleries, the best restaurants in the cities, artists and photographers of the moment. A South Africa to live 360°, not to imagine with a brochure in a nondescript travel agency, but through a collection of topics that let you discover a new point of view, halfway between the stereotype and amazement.

Thanks to who collaborated with an advice, to my Joburg and Cape Town friends who believe in me and in this project. Thank you South Africa!

Long live REËNBOOG…

 

 

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