R E Ë N B O O G

Il Sudafrica oltre lo stereotipo

IL CONSERVATORE

di Antonio Drago.

“C’era un mulino a vento, come un uccello ferito a un’ala, che non avevano mai riparato […]. Da lì in poi la Farm si poteva vedere; si poteva vedere il miglio di salici nel pendio tra due strisce di terra che salivano dolcemente; si poteva vedere il Katbosrand in lontananza e la casa in cui non abitava nessuno […]. La distesa di praterie senza gli alberi e la boscaglia locale: il verde, il giallo o l’argento brunito che prevalevano a seconda della stagione. Un panorama privo di teatralità, tranne quando diventava un’arena per i temporali estivi, un panorama senza tratti da cartolina tipico del Transvaal, che si può trovare monotono e piatto oppure preferirlo a qualsiasi altro.”

La versione Italiana de “Il Conservatore” è stata pubblicata dalla Feltrinelli.

THE CONSERVATIONIST (nel suo titolo originale) è un romanzo edito nel 1974 del Premio Nobel e vincitrice del Booker Prize Nadine Gordimer, scrittrice Sudafricana e autrice di saggi e racconti che hanno contribuito a rendere preziosa e universale la letteratura in Sudafrica.

La Gordimer, nata nel 1923 a Springs, nell’East Rand a pochi km da Johannesburg, conosce molto bene il suo Paese e fin dalla giovane età inizia ad interessarsi alla società in cui essa stessa vive: un microcosmo di paradossi e ingiustizie, bellissimo ma controverso e a quel tempo macchiato dalla colpa dell’apartheid, la segregazione razziale di cui era permeato il Sudafrica in quel tempo. Durante gli anni universitari alla Wits entra in contatto con alcuni membri dell’African National Congress. Comincia così la sua battaglia di denuncia contro il razzismo affinché il suo Paese ritratti la politica di separazione tra razze e lo fa attraverso il potere straordinario della scrittura.

Nadine Gordimer.

(FILES) This file photo taken on August 28, 1990 shows South African author and anti-apartheid activist Nadine Gordimer posing during the Elie Wiesel Foundation Conference in Oslo on “The Anatomy of Hate”. Gordimer, who was awarded the Nobel Prize for Literature in 1991, died at the age of 90 at her home in Johannesburg on July 13, 2014, her family said. AFP PHOTO / POOL / MORTEN HVAAL.

29 May 1993, Johannesburg, South Africa: Nelson Mandela and author Nadine Gordimer sing National Liberation Anthem at Ghandi Memorial. Image by © Louise Gubb/CORBIS SABA

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IL ROMANZO IN BREVE

Mehring, il protagonista, è un uomo afrikaner di mezza età che ha acquistato una tranquilla fattoria nel cuore del Transvaal, poco lontano dalla più caotica e industrializzata Johannesburg per trascorrervi il tempo libero lontano dagli affari ma per il solo sfizio di possedere una terra da coltivare. Si accorge presto però che il tenore di vita nella prateria Sudafricana è assai diverso dai privilegi cittadini riservati ai Bianchi. Qui infatti si verificano episodi di violenza e aggressioni, incendi e inondazioni e Mehring tocca con mano la miseria dei poveri Neri, suoi inservienti. Eppure per lui la sola cosa che conta è continuare indisturbato la vita del gentiluomo di campagna. Uno stile che reputa adatto ad un autentico farmer, a un bianco soddisfatto di sé e della propria ricchezza che si comporta da colonialista e che per senso di superiorità razziale e sociale non si preoccupa di chi sta peggio di lui. Da buon conservatore infatti ama le sicurezze derivanti dalla natura e dalla terra, come dal sistema dell’apartheid. È un individuo solitario, isolato fisicamente nel veld (la prateria Sudafricana) e chiuso mentalmente a ogni preoccupazione pubblica. Un divorziato che si è alienato dal figlio idealista e liberale probabilmente gay, con un’amante sfuggente e con lavoratori Neri su cui fa forse affidamento ma che per lui restano pur sempre distanti e inferiori, come il capomandriano Jacobus. Tramite la sua figura, in un romanzo simbolico e di valenza universale, la Gordimer rappresenta il declino di una civiltà fondata su razzismo e ingiustizia, ma lo fa affidando il proprio messaggio critico al filtro dello sguardo dei personaggi. In un racconto ora in terza ora in prima persona, con una serie di salti temporali e flussi di coscienza, si delinea la psicologia di quanti osservano con apprensione i cambiamenti in atto per timore di perdere i propri privilegi. L’autrice lascia così al lettore il compito di tirare le fila e la libertà di interpretare i fatti. Mentre però sullo sfondo di una società in antitesi si staglia la folgorante bellezza del paesaggio rurale tipico del Transvaal…

Nadine Gordimer è stata premiata con numerosi titoli onorifici in giro per il mondo. Dalla laurea Honoris Causa all’Università Cattolica di Lovanio in Belgio al titolo di Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres. Nel 1985 viene altresì premiata a Capri con il Premio Malaparte. Famosa da Oslo a New York è assai amata nella terra natia per lo spessore culturale dei suoi contenuti, la semplicità d’animo e il suo attivismo anti-apartheid nel periodo più difficile della storia del Sudafrica, ovvero la transizione pacifica verso la democrazia.

L’autrice muore nel 2014 nella sua casa di sempre a Johannesburg.

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