R E Ë N B O O G

Il Sudafrica oltre lo stereotipo

OLTRE IL BIANCO E NERO

di Antonio Drago

I profumi sono inconfondibili, l’atmosfera inequivocabile. Tutto parla di Oriente eppure siamo in Sudafrica, nella Nazione Arcobaleno che non smette mai di stupirci! Qui le facciate di vecchi palazzi residenziali costruiti negli anni ’50 si vestono di insegne e decori vistosi. Il rosso predomina su draghi volanti e lanterne di carta ma i colori dei prodotti alimentari al mercato diventano un’iride vivace. Frutta, ortaggi, spezie, zampe di gallina e volti orientali sotto ombrelloni al sole sono i tasselli di un mosaico perfetto. C’è anche un’immensa porta decorata all’ingresso della via principale e dentro vi si apre un mondo a parte: è Cyrildene, la grande China Town di Johannesburg, in Gauteng.

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Storicamente i primi Cinesi arrivati nella “Città dell’oro” investirono in attività commerciali intorno al 1904 nella più centrale Commissioner Street, nel cuore della down town di Joburg. Con gli anni postumi alla fine dell’Apartheid però, il centro ha subìto il degrado, l’esodo dei Bianchi e la conseguente occupazione clandestina di immigrati africani arrivati nel “nuovo Sudafrica” di Mandela alla ricerca di un futuro migliore. La comunità Cinese, sempre più numerosa e ormai giunta alla sua terza generazione, ha ricominciato daccapo nella poco distante Cyrildene, un sobborgo tranquillo ed alberato noto per il cospicuo numero di ebrei bianchi che vi risiedono e dove oggi anche i Cinesi Sudafricani vivono, lavorano e parlano la loro lingua in armonia con i propri concittadini.

fonte BRICS

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Tra la Derrik Avenue e la Friedland Avenue si susseguono mini-markets, hair salons, karaoke bars e centri per massaggi dove l’esperienza di vivere “l’Asia” è davvero autentica, perfino gustandola. Le pietanze da assaggiare nei ristoranti tipici infatti variano dalla tradizione culinaria dello Szechun a quella Thai, dalla Taiwanese fino alla cucina Koreana. Qui la nightlife nel weekend assume poi un aspetto pittoresco, divertente, molto asiatico che va in assoluto contrasto con il paesaggio circostante di Johannesburg, “nordico”, quasi svedese e magnifico…

Autunno a Emmarentia Dam, JHB, Sudafrica. Foto di David Batzofin, 2013.

Uno degli eventi più attesi nelle China Towns di tutto il mondo è senza alcun dubbio il Capodanno Cinese, una vera e propria festa a cielo aperto dove esuberanza, maschere e colori sgargianti si incontrano in una parata goliardica e carnevalesca a cui bisogna partecipare almeno una volta nella vita. Proprio qui a Johannesburg i festeggiamenti raddoppiano, generalmente con due eventi organizzati nelle settimane prima e dopo la data della manifestazione ufficiale in Cina. Nonostante gli shops di Commissioner Street abbiano perso il loro fascino e colore rispetto al passato, la comunità Cinese sfila tutt’oggi in centro, a Ferreirasdorp (considerata la prima grande China Town della metropoli Sudafricana) intrattenendo cittadini, curiosi e turisti con danze tradizionali, bancarelle, street-food e giochi pirotecnici, come è accaduto lo scorso 28 gennaio in occasione del nuovo “Anno del Gallo”.

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Non molto distante da Cyrildene, a circa 45 minuti di macchina a nord-est di Johannesburg e 50 km dalla capitale Pretoria qualcosa di sorprendente sorge nella farmland di Bronkhorstspruit, il NAN HUA TEMPLE. E’ il più grande tempio Buddista dell’Africa oltre che quartier generale del Fo Guang Shan, un ordine buddista a sfondo culturale ed educativo. Il Monastero nasce su un terreno donato nel 1992 dall’ex ministro della chiesa Hennie Senekal al medesimo ordine, dopo che aveva visitato il Taiwan per promuovere investimenti nella città di Johannesburg. Da allora questo gioiello dell’architettura, fedelissimo nella ricostruzione dei peculiari dettagli, è diventato un seminario e centro di ritiro spirituale con numerose filiali sparse in giro per il Sudafrica: a Bloemfontein, Newcastle, Durban e Cape Town. Qui i monaci hanno il compito di promuovere nella comunità Sudafricana (fatta di Bianchi, Neri, Indiani e “Colorati”) la pace, la generosità e la tolleranza verso il prossimo, attraverso le leggi del Buddha e la meditazione in modo da lasciarsi alle spalle sofferenze e rancori ed ottenere la gioia interiore.

Questo piccolo pezzo di Cina in terra Sudafricana è diventato negli anni un’attrattiva turistica per la provincia del Gauteng, grazie anche alle numerose conferenze e i workshops nati con lo scopo di promuoverne la bellezza. Il tempio non è soltanto la location ideale per sfuggire le domeniche dal caos delle metropoli e rifugiarsi laddove è la pace a prevalere ma rappresenta un’altra piccola sfumatura di colore, oltre il bianco e il nero, che va ad aggiungersi a quell’arcobaleno straordinario ma ancora controverso che, nel bene e nel male, rende il Sudafrica una Nazione cosmopolita e multiculturale unica al mondo!


Smell is unmistakable, atmosphere is unequivocal. Everything talks about the East, but we’re in South Africa, the Rainbow Nation that never ceases to amaze us! Here the facades of the old residential buildings built in the 50s wear signs and gaudy decorations. Red is predominant on flying dragons and paper lanterns, but the colors of food products at the market become a vivid rainbow. Fruits, vegetables, spices, chicken feet and faces of the East under the umbrellas are the perfect pieces of a mosaic. There is also an immense decorated door at the entrance of the main street and inside there’s a world apart: Cyrildene, the largest Chinatown in Johannesburg, Gauteng. Historically, the first Chineses who have arrived in the “City of Gold” have invested in commercial activities around 1904 in the most central Commissioner Street, in the heart of down town Joburg. With the fall of apartheid the inner city underwent decay, white exodus and the subsequent illegal occupation of African immigrants arrived in the “Mandela’s new South Africa” in search of a better future. Chinese community, increasingly numerous and now on its third generation, started again in not far away Cyrildene, a quiet tree-lined suburb known for the large number of white Jews living there and where even today Chinese South Africans live, work, and speak their own language in harmony with their fellow citizens. Between Derrick and Friedland Ave there are mini-markets, hair salons, karaoke bars and massage centers where “Asia” experience is really authentic, even tasting it. Dishes at restaurants are from Szechun to Thai,Taiwanese to Korean. Here, nightlife during the weekend takes a quaint look, funny and very asian but in contrast to the surrounding Johannesburg’s landscape, “nordic”, almost Swedish and magnificent. One of the most cool events in the China Towns around the world is undoubtedly the Chinese New Year Eve, an open-air party of exuberance, masks and bright colors together in a parade, and, right here in Johannesburg, celebration is double, generally with two events in the weeks before and after the date of the official event in China. Despite Commissioner Street shops have lost their charm and color like in the past, Chinese community still parade in downtown Ferreirasdorp (considered the first great china town of Jozi) entertaining residents, curious and tourists with traditional dances, stalls, street-food and fireworks, as happened last January 28 at the new “Year of the fire rooster”.

Not far away from Cyrildene, about 45 minutes drive north-east of Johannesburg and 50 km from the capital Pretoria something surprising is in the farmland of Bronkhorstspruit, the NAN HUA TEMPLE. It’s the largest Buddhist temple in Africa as well as the headquarters of the Fo Guang Shan, a Buddhist order in cultural and educational background. The Monastery was founded on a land donated in 1992 by the former church Minister dr Hennie Senekal, after he had visited Taiwan to promote investments in the city of Johannesburg. Since then, this jewel of architecture, perfect in details reconstruction, has become a seminar and retreat center with many monasteries around South Africa: in Bloemfontein, Newcastle, Durban and Cape Town. Here the monks have the task of promoting to the South African community (made up of Whites, Blacks, Indians and “Coloureds”) peace, generosity and tolerance towards others, through the laws of Buddha and meditation in order to leave behind suffering and resentment and getting internal joy. This little piece of China in South Africa has become over the years a tourist attraction for the province of Gauteng, thanks to the many conferences and workshops to promote its beauty. The temple is not only the ideal location to escape on sunday from the cities and take refuge where peace prevails but it is another shade of color, beyond white and black, in addition to the rainbow, extraordinary but still controversial that, for better or worse, makes South Africa a cosmopolitan and multicultural Nation unique in the world!

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