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Il Sudafrica oltre lo stereotipo

Praat jy Afrikaans?

di Antonio Drago.

L’Afrikaans è una di quelle peculiari lingue circoscritte al territorio in cui esse sono nate. Per tutti è ormai una delle lingue ufficiali del Sudafrica multiculturale ma in molti ne sconoscono ancora le origini e la morfologia. Spesso viene erroneamente confuso con “l’africano” (che in realtà non esiste tanto quanto non esiste l’europeo!) ma la lingua dei Boeri è tutto fuorchè tribale. Storicamente “bianca” e paradossalmente allo stereotipo è invece ritenuta dai critici come la lingua dell’oppressione razziale, quindi particolarmente non amata dalla popolazione di colore e ancora oggi motivo di divisione! Eppure l’Afrikaans è una lingua germanica antica e bellissima, chiave della più remota cultura letteraria Sudafricana.

N.P Van Wyk Louw, Deon Meyer, Joan Hambidge o Ingrid Jonker sono solo alcuni tra gli scrittori Afrikaner più importanti.

La raccolta più antica e preziosa della letteratura Afrikaner è custodita al “National Afrikaans Literature Museum” di Bloemfontein, nella Provincia del Free State.

Fonte Wikipedia.

Originariamente chiamato KAAP NEDERLANDS (l’Olandese del Capo) inizia a svilupparsi come linguaggio indipendente tra il 1652 e il 1705, ma è stato considerato un dialetto Nederlandese almeno fino all’inizio del XX secolo, quando fu riconosciuto come una lingua distinta per mezzo delle sue particolarità grammaticali, quali ad esempio la mancanza quasi totale di coniugazione del verbo e dell’imperfetto, la negazione doppia e un solo genere grammaticale, che ne fanno una lingua a sé stante. Molte parole richiamano infatti il Nederlandese del XVII secolo con annessioni linguistiche però inglesi, francesi, tedesche, malesi e khoi. Questi sono solo alcuni esempi…

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